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Fisco

Lettera dell'Agenzia delle Entrate per gli affitti brevi: cosa sa il Fisco con la DAC7 e cosa fare

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Sempre più host e property manager si trovano nella PEC una comunicazione dell'Agenzia delle Entrate sui redditi da locazione breve. Non è un caso e non è sfortuna: dal 2023 Airbnb e Booking.com comunicano ogni anno al Fisco, host per host e immobile per immobile, quanto hai incassato. Questa guida spiega cosa sa già l'Agenzia, come funziona la lettera di compliance, chi viene segnalato quando c'è di mezzo un property manager, e — soprattutto — cosa fare (e cosa non fare) se la ricevi.

La risposta breve: la lettera non è un accertamento, è un'occasione. Rispondere o ravvedersi costa una frazione di quello che costerà ignorarla.

Indice

Cosa sa già l'Agenzia delle Entrate: la DAC7 in concreto

La DAC7 (Direttiva UE 2021/514, recepita con il D.Lgs. 32/2023) obbliga le piattaforme digitali a comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati dei propri venditori — e la "locazione di beni immobili" è espressamente tra le attività coperte. Airbnb, Booking.com, Vrbo: nessuna piattaforma rilevante è esclusa.

Ogni anno, entro il 31 gennaio, per l'anno precedente le piattaforme trasmettono per ciascun host:

Dato comunicatoDettaglio
Corrispettivi accreditatiAl netto di commissioni e imposte trattenute, per trimestre
Commissioni e imposte trattenuteIndicate separatamente, per trimestre
Conto di accreditoIBAN e intestatario
Ogni immobileIndirizzo e dati catastali
AttivitàGiorni di locazione e numero di prenotazioni per inserzione
Identità del venditoreNome, codice fiscale / partita IVA, residenza

Tre cose da notare. Primo: non esiste una soglia minima per le locazioni — la franchigia dei 30 movimenti / 2.000 euro annui vale solo per chi vende beni. Anche chi affitta poche settimane l'anno, da privato in cedolare secca, viene segnalato tramite codice fiscale. Secondo: il dettaglio è per immobile e per trimestre, non un totale annuo — l'Agenzia vede la fotografia completa del portafoglio. Terzo: il primo anno comunicato è stato il 2023, quindi il Fisco ha ormai tre annualità di storico su cui fare incroci.

A questo si aggiunge il piano controlli 2026 di Guardia di Finanza e Agenzia sulle locazioni brevi: analisi di rischio congiunta sulle banche dati, verifica del CIN, vigilanza sulle ritenute delle piattaforme. I controlli sul settore hanno già recuperato oltre 1,2 miliardi di euro tra imposte, interessi e sanzioni — inclusi gli accordi record chiusi da Airbnb (576 milioni) e Booking.

La lettera di compliance: cos'è, come arriva, cosa chiede

Lo strumento si chiama comunicazione per l'adempimento spontaneo (art. 1, commi 634-636, L. 190/2014) e i redditi da locazione immobiliare — cedolare secca inclusa — sono tra le categorie espressamente previste. Arriva via PEC (o posta ordinaria se non hai una PEC) ed è sempre consultabile nel cassetto fiscale.

Il contenuto tipico: l'Agenzia ti segnala che dai dati in suo possesso risultano redditi (in questo caso da locazione breve) che non trovano riscontro — in tutto o in parte — nella tua dichiarazione, e ti invita a verificare. I dati DAC7 alimentano l'analisi di rischio e gli incroci con cui queste anomalie vengono individuate.

Il punto giuridico che cambia tutto: la lettera non è un atto impositivo. Non c'è nulla da pagare "entro 60 giorni", non ci sono sanzioni già irrogate. È l'ultimo momento utile per sistemare la posizione alle condizioni migliori possibili.

Cosa fare se la ricevi (e cosa non fare)

  1. Non ignorarla. La lettera precede l'accertamento. Non rispondere significa lasciare che l'anomalia diventi un atto vero, con sanzioni piene e molti meno margini.
  2. Ricostruisci i numeri prima di rispondere. Estratti conto delle piattaforme, Certificazione Unica con le ritenute 21% già subite, dichiarazioni degli anni segnalati. Nella maggior parte dei casi la spiegazione è documentale (vedi il disallineamento lordo/netto qui sotto).
  3. Se i numeri tornano: rispondi via CIVIS. Il canale telematico "assistenza sulle comunicazioni per l'adempimento spontaneo" accetta chiarimenti e documenti (PDF/A o TIF, max 20 MB per file), anche tramite il tuo commercialista. In alternativa c'è il numero dedicato dell'Agenzia.
  4. Se i numeri non tornano: ravvediti subito. Il ravvedimento operoso prima della notifica di un atto riduce le sanzioni fino a un decimo. Ogni giorno di attesa dopo la lettera è margine regalato.

Lordo o netto? Il disallineamento che spaventa ma non deve

È il dubbio più frequente di chi confronta la lettera con la propria dichiarazione. Per definizione di legge, il "corrispettivo" DAC7 è la somma al netto di spese, commissioni e imposte trattenute dalla piattaforma — le commissioni viaggiano in campi separati del tracciato.

Molti host, però, dichiarano (correttamente) il canone lordo. Il risultato è che l'importo in dichiarazione può essere più alto di quello segnalato dalla piattaforma: un disallineamento benigno, che si spiega documenti alla mano sommando corrispettivo netto e commissioni trattenute. Il vero trigger delle lettere non è questa differenza: è il reddito omesso del tutto o in parte — l'annualità non dichiarata, l'immobile dimenticato, la ritenuta 21% scambiata per un'imposta definitiva quando è solo un acconto.

A proposito di quest'ultimo punto: dal 2024 la cedolare secca sulle locazioni brevi è al 26% dal secondo al quarto immobile (resta al 21% se ne affitti uno solo), e la ritenuta operata da Airbnb è a titolo d'acconto — il saldo si fa in dichiarazione. Chi si è fermato alla ritenuta ha quasi sempre un'integrazione da fare.

Property manager: chi viene segnalato

Per i PM la domanda è concreta: la segnalazione DAC7 arriva sul mio codice fiscale o su quello del proprietario? Dipende da chi ha il rapporto con la piattaforma e chi incassa:

Assetto operativoChi viene segnalato
Account OTA e incassi intestati al proprietario (mandato con rappresentanza)Il proprietario
PM registrato come venditore insieme al proprietarioIl proprietario (così le FAQ dell'Agenzia)
Sublocazione o mandato senza rappresentanza: account e incassi del PMIl PM, con dettaglio per ogni immobile gestito

C'è poi un livello ulteriore, segnalato da AIGAB nella lettura delle FAQ dell'Agenzia: il PM che detiene gli account, incassa i corrispettivi e opera da sostituto d'imposta è considerato a sua volta un "gestore di piattaforma", con obblighi DAC7 propri verso i proprietari (salvo esonero se un'altra piattaforma ha già comunicato quei dati). Se gestisci decine di annunci in nome proprio, i dati che arrivano all'Agenzia sono decine di righe immobile-per-immobile, trimestre-per-trimestre, tutte riconducibili alla tua partita IVA — e la coerenza con le fatture che emetti ai proprietari e con le CU diventa il primo controllo di qualità da fare in casa.

Per i commercialisti: gestire le lettere dei clienti host

Il canale operativo è CIVIS – assistenza sulle comunicazioni per l'adempimento spontaneo, accessibile anche agli intermediari Entratel per conto del cliente: chiarimenti e allegati in PDF/A o TIF/TIFF (max 20 MB per file), esito con notifica SMS/email.

I punti da verificare in pratica, nell'ordine in cui conviene controllarli:

  • Quadratura netto/lordo: corrispettivo DAC7 (netto) + commissioni trattenute = incasso lordo; confrontarlo con quanto dichiarato e con il "valore netto cedolare secca" della CU emessa dalla piattaforma o dal PM.
  • Ritenute già subite: la ritenuta 21% in CU è un acconto già versato che riduce l'eventuale dovuto.
  • Competenza temporale: la DAC7 ragiona per trimestre di accredito, non per data di contratto o di soggiorno — i cavalli di anno (Capodanno su tutti) spiegano più anomalie di quanto si creda.
  • Aliquota corretta: 21% su un immobile, 26% dal secondo al quarto (dal 2024).

E un controllo che il cliente host quasi mai sa di dover chiedere: i TD17 sulle commissioni ci sono? È il secondo fronte, e per i clienti con partita IVA è spesso quello scoperto — nella guida per gli studi che gestiscono clienti Airbnb trovi il flusso operativo completo.

Il secondo fronte: l'autofattura TD17 sulle commissioni

Tra i dati che le piattaforme comunicano ci sono, separatamente, le commissioni addebitate a ciascun host. Per chi ha partita IVA (ordinario o forfettario) ogni fattura di commissione di Airbnb Ireland UC o Booking.com B.V. richiede l'autofattura elettronica TD17 con IVA al 22%, da trasmettere allo SDI entro il 15 del mese successivo — un obbligo che riguarda anche i forfettari, per i quali l'IVA è un costo secco.

L'Agenzia, in altre parole, sa esattamente quante commissioni hai pagato e può incrociarle con i TD17 che nel Sistema di Interscambio non trova. Le sanzioni per l'omesso reverse charge (violazioni dal 1° settembre 2024, D.Lgs. 87/2024): da 500 a 10.000 euro per violazione se l'operazione risulta dalla contabilità, 5% dell'imponibile (minimo 1.000 euro) se non vi risulta, e per chi l'IVA la doveva versare davvero — il caso del forfettario — il 70% dell'imposta non assolta.

Una buona notizia recente c'è: con il D.Lgs. 81/2025 il versamento dell'IVA da reverse charge per i forfettari è passato da mensile a trimestrale (entro il 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre). L'adempimento TD17, però, resta al 15 del mese successivo — ed è quello che l'automazione toglie di mezzo.

Mettersi in regola: i numeri del ravvedimento

Per le violazioni dal 1° settembre 2024 il ravvedimento operoso riduce le sanzioni così: 1/10 del minimo entro 30 giorni, 1/9 entro 90 giorni, 1/8 entro il termine della dichiarazione dell'anno della violazione, 1/7 oltre — sempre prima che arrivi un atto. Sull'omesso TD17 registrato in contabilità significa scendere fino a circa 63 euro per violazione; sui redditi omessi, a una frazione della sanzione piena, oltre a imposte e interessi.

La strategia è la stessa vista per la lettera: muoversi prima del Fisco, che i tuoi numeri li ha già. E per non ricostruire mai più un arretrato: FatturaBnB legge le email di prenotazione che Airbnb e Booking ti mandano già (imposti l'inoltro una volta, senza installare nulla), genera i TD17 conformi e li trasmette allo SDI entro la scadenza — per il singolo host come per l'intero portafoglio clienti di uno studio.

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Domande frequenti

Ho ricevuto una lettera dell'Agenzia delle Entrate per i miei affitti brevi: devo pagare subito?

No. La lettera di compliance non è una cartella né un accertamento: è un invito a verificare la tua posizione. Puoi fornire chiarimenti tramite il canale CIVIS (anche tramite il tuo commercialista) oppure, se l'anomalia è fondata, regolarizzare con il ravvedimento operoso a sanzioni ridotte. Ignorarla è l'unica scelta sbagliata: il passo successivo è l'accertamento vero e proprio.

Quali dati comunicano Airbnb e Booking all'Agenzia delle Entrate con la DAC7?

Ogni anno, entro il 31 gennaio, le piattaforme trasmettono per ciascun host: corrispettivi accreditati (al netto di commissioni e imposte trattenute), commissioni indicate separatamente, IBAN di accredito, indirizzo e dati catastali di ogni immobile, giorni di locazione e numero di prenotazioni, con dettaglio trimestrale.

Affitto occasionalmente e senza partita IVA: vengo segnalato lo stesso?

Sì. Per le locazioni immobiliari la DAC7 non prevede alcuna soglia minima: la segnalazione avviene tramite codice fiscale, con o senza partita IVA. La soglia dei 30 movimenti / 2.000 euro riguarda solo la vendita di beni.

Il corrispettivo comunicato con la DAC7 è lordo o netto?

Netto: per definizione di legge (D.Lgs. 32/2023) è la compensazione al netto di spese, commissioni e imposte trattenute dalla piattaforma, che vengono comunicate in campi separati. Chi dichiara il canone lordo mostra quindi importi maggiori di quelli segnalati: è un disallineamento benigno e documentabile.

Sono un commercialista: come rispondo a una lettera di compliance per un cliente host?

Tramite CIVIS – assistenza sulle comunicazioni per l'adempimento spontaneo, disponibile anche agli intermediari Entratel: si trasmettono i chiarimenti con allegati in PDF/A o TIF (max 20 MB per file) e si riceve l'esito con notifica. Se l'anomalia è fondata, conviene il ravvedimento operoso prima della notifica di atti.

La lettera riguarda anche l'autofattura TD17 sulle commissioni?

Le lettere di compliance nascono in genere dai redditi non dichiarati, ma i dati DAC7 includono anche le commissioni pagate alla piattaforma: l'Agenzia può incrociarle con i TD17 trasmessi allo SDI. Chi ha partita IVA e non ha mai fatto l'autofattura sulle commissioni Airbnb o Booking ha un secondo fronte aperto, sanabile con il ravvedimento.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non costituiscono consulenza fiscale. La normativa può cambiare e la corretta applicazione dipende dalla situazione specifica: per le tue decisioni rivolgiti a un commercialista.