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Fisco

TD17: quando si usa e quando invece serve TD18 o TD19

Pubblicato il · Aggiornato il da

Il TD17 riguarda i servizi acquistati da fornitori esteri quando l'IVA è dovuta in Italia dal cliente soggetto passivo. È il caso tipico delle commissioni di Airbnb e Booking.com ricevute senza IVA da un host con partita IVA. Non serve per fatturare il soggiorno all'ospite, né per acquistare mobili o altri beni.

Indice

La tabella di decisione

Cosa hai compratoDa chiCodice
Servizi rilevanti ai fini IVA in ItaliaFornitore estero non stabilito in Italia, imposta dovuta dal clienteTD17
Beni che arrivano da un altro Paese UEFornitore UETD18
Beni già fisicamente in Italia (deposito, magazzino italiano)Fornitore esteroTD19
Operazione nazionale soggetta a reverse charge interno, non tutti gli acquisti italianiFornitore italianoTD16

La tabella riguarda i casi ordinari. Una stabile organizzazione italiana che partecipa all'operazione può cambiare il trattamento; la sola identificazione IVA italiana del venditore estero no. Se compare già l'IVA, controlla che sia stata correttamente applicata prima di integrarla o escludere il reverse charge.2

TD17: il codice dei servizi esteri

Il TD17 è il documento con cui integri l'IVA su un servizio comprato da un fornitore estero. La base normativa è l'art. 7-ter del DPR 633/721: il servizio reso a un soggetto passivo italiano si considera effettuato in Italia, quindi l'IVA è dovuta qui, e a versarla sei tu con il meccanismo del reverse charge.

La regola generale dei servizi B2B ha delle eccezioni, per esempio per i servizi relativi a immobili: il solo indirizzo estero del fornitore non basta. Tra i casi ricorrenti per un'attività italiana:

  • le commissioni di Airbnb e Booking.com sulle prenotazioni (fatturate da Irlanda e Olanda senza IVA);
  • la pubblicità di Google e Meta e i servizi cloud di AWS o Microsoft;
  • software in abbonamento, hosting, marketplace di servizi, consulenti esteri.

Vale sia per fornitori UE sia extra-UE. Per l'UE si integra la fattura ricevuta, per l'extra-UE si predispone un'autofattura. Il codice resta TD17, ma il riferimento temporale non è sempre la ricezione della fattura.5

TD18 e TD19: quando c'entrano i beni

Se hai acquistato beni, verifica chi è il venditore effettivo e da dove parte la merce. Un acquisto intracomunitario può richiedere TD18; merce già in Italia venduta da un soggetto estero può richiedere TD19. Un'importazione documentata in dogana è un caso distinto, non un TD19 automatico.

Esempi, documenti da controllare e particolarità degli acquisti UE dei forfettari sono nella guida ai beni esteri: TD18 o TD19. Questa pagina resta dedicata ai servizi.

E il TD16?

Il TD16 non riguarda l'estero. Serve per il reverse charge interno: fatture di fornitori italiani in settori specifici (edilizia e subappalti, pulizie, rottami). Se stai cercando il codice per una fattura estera, il TD16 non è mai la risposta.

Scadenza: ricezione o effettuazione dell'operazione?

Per la comunicazione degli acquisti esteri, il termine è il 15 del mese successivo alla ricezione del documento oppure all'effettuazione dell'operazione. Non va ridotto alla sola data di ricezione per tutti i casi.3

  • Servizi UE: nella compilazione del TD17 rileva la data di ricezione, o una data del relativo mese. Una commissione ricevuta il 3 marzo va comunicata entro il 15 aprile.
  • Servizi extra-UE: la guida dell'Agenzia indica la data di effettuazione dell'operazione. Non spostare automaticamente il riferimento al mese in cui trovi la fattura nella casella email.5

Conserva il documento e l'evidenza della ricezione. Concorda con il commercialista il trattamento dei casi tardivi o particolari. La trasmissione allo SDI non equivale al pagamento dell'IVA.

Quattro verifiche prima dell'invio

  1. È un servizio rilevante in Italia? Non scegliere TD17 solo perché il venditore è estero.
  2. Quale soggetto ha fornito il servizio? Leggi intestazione e identificativo della fattura, non soltanto il marchio del sito.
  3. L'IVA già presente è corretta? Se il trattamento è dubbio, chiedi una verifica e l'eventuale rettifica. Non ignorarla né duplicarla automaticamente.
  4. Importo, aliquota e date sono coerenti? Per esempio, su una commissione di 100 € soggetta al 22%, l'IVA è 22 €. Il forfettario non la detrae; in regime ordinario la detrazione dipende dalle regole dell'attività, non è sempre integrale.4

L'accettazione dello SDI non certifica da sola la correttezza fiscale dell'operazione.

Se ricevi soprattutto commissioni di Airbnb e Booking.com, FatturaBnB automatizza la preparazione delle relative autofatture a partire dalle email e permette di inviarle allo SDI. Le fatture per i soggiorni degli ospiti restano fuori dalle funzioni del prodotto. Per gli studi è disponibile la gestione multi-cliente.

Fonti normative

  1. D.P.R. 633/1972, art. 7-ter, testo vigente su Normattiva
  2. D.P.R. 633/1972, art. 17, testo vigente su Normattiva
  3. D.Lgs. 127/2015, art. 1, comma 3-bis, termini della comunicazione degli acquisti esteri
  4. Circolare n. 9/E del 10 aprile 2019, archivio circolari dell'Agenzia delle Entrate
  5. Agenzia delle Entrate, guida alla compilazione delle fatture elettroniche, versione 1.10 del 1° aprile 2025, sezione TD17; copia del documento ospitata da ConsulenzaAgricola.

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Domande frequenti

Quando si usa il TD17?

Per i servizi acquistati da un fornitore estero quando l’IVA è dovuta in Italia dal cliente soggetto passivo: per esempio commissioni delle piattaforme, pubblicità e software. Per i servizi UE si integra la fattura; per quelli extra-UE si predispone un’autofattura. Prima va verificata la territorialità del servizio.

Che differenza c'è tra TD17, TD18 e TD19?

La distinzione è servizi contro beni. TD17: servizi da fornitore estero. TD18: acquisto di beni da fornitore UE (acquisto intracomunitario). TD19: beni comprati da un fornitore estero ma già presenti in Italia (art. 17, c. 2, DPR 633/72). Se il codice è sbagliato l'operazione confluisce nei registri IVA sbagliati e in caso di controllo va sistemata.

Il TD16 riguarda i fornitori esteri?

No. Il TD16 serve per il reverse charge interno, cioè fatture ricevute da fornitori ITALIANI in settori come edilizia, subappalti e pulizie. Se il fornitore è estero i codici sono TD17, TD18 o TD19.

La fattura estera ha già l'IVA italiana: devo fare comunque l'autofattura?

La sola identificazione IVA italiana del fornitore estero non basta a escludere il reverse charge. Se l’IVA italiana è stata correttamente applicata, non va duplicata; se il trattamento è dubbio, verifica con il commercialista e chiedi al fornitore l’eventuale rettifica.

Sono forfettario: il TD17 mi riguarda?

Sì, il regime forfettario non esonera dal reverse charge sui servizi esteri soggetti a IVA in Italia. L’imposta si calcola con l’aliquota applicabile e non è detraibile. La trasmissione del TD17 e il versamento dell’IVA sono adempimenti distinti.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non costituiscono consulenza fiscale. La normativa può cambiare e la corretta applicazione dipende dalla situazione specifica: per le tue decisioni rivolgiti a un commercialista.

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