TD18 o TD19? Come trattare i beni acquistati da fornitori esteri
Hai comprato arredi, biancheria o un computer da un fornitore estero e devi scegliere tra TD18 e TD19? Guarda prima dove si trovano i beni e come arrivano in Italia. Il TD18 riguarda gli acquisti intracomunitari; il TD19, nel caso più comune, i beni già in Italia ceduti da un venditore estero.
Questa guida ti aiuta a leggere la fattura e a raccogliere i dati necessari. Se invece hai acquistato servizi, come commissioni Airbnb e Booking.com, pubblicità o software, vai alla guida al TD17: quando si usa.
Indice
- TD18 o TD19: la tabella di scelta
- TD18: beni che arrivano da un altro Paese UE
- TD19: venditore estero, beni già in Italia
- Forfettari: attenzione alla soglia sui beni UE
- Data del documento e scadenza di invio
- I dati da controllare prima di trasmettere
- Fattura con IVA o codice sbagliato
- Commissioni delle piattaforme e altri acquisti
- Domande frequenti
TD18 o TD19: la tabella di scelta
La tabella riassume i casi ordinari per un acquirente che opera con partita IVA italiana. Regimi speciali ed esoneri vanno verificati sulla singola operazione.1
| Situazione | Trattamento da verificare | Esempio |
|---|---|---|
| Acquisto intracomunitario: venditore UE, beni spediti da un altro Paese UE in Italia | TD18, integrazione della fattura | Sedie acquistate da un'impresa tedesca e spedite dalla Germania |
| Venditore estero, beni già in Italia, reverse charge a carico dell'acquirente | TD19, integrazione o autofattura | Sedie di un venditore tedesco già nel suo magazzino italiano |
| Beni importati da un Paese extra-UE con documento doganale | Regole dell'importazione; non TD19 per il solo fatto che il venditore è estero | Arredi dalla Cina sdoganati a tuo nome |
| Fattura ordinaria di un fornitore italiano con IVA correttamente applicata | Nessuna seconda integrazione dell'IVA | Arredi venduti da una società italiana |
| Servizi da un fornitore estero, territorialmente rilevanti in Italia | TD17, non TD18 | Commissioni delle piattaforme, software, pubblicità |
Un magazzino in Italia non è necessariamente un deposito IVA: quest'ultimo è un regime fiscale specifico. Non usare i due termini come sinonimi.
TD18: beni che arrivano da un altro Paese UE
Il TD18 serve a integrare la fattura per un acquisto intracomunitario di beni. Nel caso ordinario il venditore è un soggetto IVA di un altro Stato UE e i beni vengono trasportati da quello Stato in Italia. I riferimenti sono gli articoli 38 e 46 del D.L. 331/1993.2
Esempio: acquisti sedie per l'alloggio da un'impresa tedesca. Partono dalla Germania e la fattura intracomunitaria è di 1.000 € senza IVA. Assumendo che ai beni si applichi il 22%, il documento integrativo espone 1.000 € di imponibile e 220 € di imposta.
L'aliquota dipende dai beni, non dal codice TD18. Il 22% dell'esempio non è una regola universale per qualsiasi merce.
Prima di registrare l'acquisto verifica la partita IVA del fornitore e la tua posizione nel VIES della Commissione europea. Se la fattura riporta un regime speciale o di franchigia, non applicare automaticamente l'esempio.
TD19: venditore estero, beni già in Italia
Il TD19 riguarda, nel caso ordinario, beni già presenti in Italia ceduti da un soggetto non residente a un acquirente italiano soggetto passivo. L'imposta viene assolta dall'acquirente secondo l'art. 17, comma 2, del D.P.R. 633/1972.3
Esempio: compri le stesse sedie, sempre da un'impresa tedesca, ma sono già nel suo magazzino italiano. Se la cessione ricade nel reverse charge, il codice è TD19: la nazionalità del venditore è identica all'esempio precedente, la movimentazione dei beni è diversa.
Con un venditore UE si integra la fattura; con un venditore extra-UE si predispone un'autofattura. Il codice resta TD19.
La presenza di una partita IVA italiana del venditore estero non basta a escludere il reverse charge. Identificazione diretta e rappresentante fiscale non equivalgono a una stabile organizzazione. Se l'operazione è effettuata tramite una stabile organizzazione italiana, il trattamento può invece essere quello di un'operazione interna.1
Per un acquisto su un marketplace, leggi quindi il venditore indicato nella fattura, non soltanto il nome del sito su cui hai pagato.
Forfettari: attenzione alla soglia sui beni UE
Per chi è in regime forfettario, gli acquisti intracomunitari di beni non seguono automaticamente la regola dei servizi esteri.
La legge richiama una soglia di 10.000 €, da verificare nell'anno precedente e in quello in corso, e consente l'opzione per l'applicazione dell'imposta in Italia. Sono previste eccezioni, fra cui mezzi di trasporto nuovi e prodotti soggetti ad accisa.24
Per questo non basta ricevere una fattura da un'impresa UE per concludere che serva sempre il TD18. Comunica al commercialista il totale degli acquisti di beni UE e le eventuali opzioni già esercitate.
La soglia riguarda i beni intracomunitari: non è un esonero generale per i beni già in Italia soggetti a TD19, né per i servizi esteri soggetti a TD17.
Data del documento e scadenza di invio
Per la comunicazione degli acquisti esteri, il termine ordinario è il 15 del mese successivo alla ricezione del documento o all'effettuazione dell'operazione, secondo il caso. Le operazioni documentate da bolletta doganale o da fattura elettronica tramite SDI rientrano nelle esclusioni previste dalla norma.5
La data da scrivere nel documento è un'altra cosa:
| Documento | Data secondo la guida dell'Agenzia |
|---|---|
| TD18 | Ricezione della fattura UE, oppure una data nello stesso mese |
| TD19 per integrazione di fattura UE | Ricezione, oppure una data nello stesso mese |
| TD19 per autofattura da venditore extra-UE | Effettuazione dell'operazione |
Per esempio, una fattura intracomunitaria ricevuta il 4 settembre va comunicata ordinariamente entro il 15 ottobre. Non usare automaticamente la data del pagamento o quella in cui apri il programma.
La trasmissione allo SDI e il versamento dell'IVA sono adempimenti distinti. Il regime contabile può cambiare il calendario del pagamento senza spostare il termine della comunicazione.
I dati da controllare prima di trasmettere
Tieni insieme fattura originale e documenti di consegna. Ti servono per verificare:
- Venditore effettivo: denominazione, Paese e identificativo fiscale estero.
- Acquirente: la tua partita IVA e i dati dell'attività.
- Percorso dei beni: altro Stato UE, beni già in Italia oppure importazione.
- Tipo e data del documento: coerenti con l'operazione.
- Imponibile e IVA: valuta, eventuale cambio e aliquota propria dei beni.
- Collegamento alla fattura originale: numero e data del documento del fornitore.
Una numerazione dedicata facilita i controlli ed è consigliata nella guida dell'Agenzia; non copiare semplicemente il numero del fornitore come tuo progressivo.1
Nel regime ordinario l'imposta viene registrata a debito e, nei limiti del diritto alla detrazione, a credito. Non è sempre un costo nullo: esenzioni o limiti alla detrazione possono cambiare il risultato.
Fattura con IVA o codice sbagliato: cosa controllare
Se trovi IVA italiana o estera sulla fattura, non aggiungere un secondo addebito senza verifiche. Chiarisci se l'imposta è corretta, se l'acquisto è stato trattato come privato o se occorre una rettifica del fornitore.
Se hai già inviato un TD18 al posto di un TD19, confronta fattura e documento trasmesso con il commercialista. La guida dell'Agenzia distingue le rettifiche dei dati comunicati dalle correzioni che hanno anche effetti sull'IVA.1
Non ogni errore di codice produce uno scarto automatico. Un documento accettato dallo SDI può comunque richiedere una correzione fiscale. Anche le conseguenze di un ritardo dipendono da cosa manca: comunicazione, integrazione, registrazione o pagamento.
Commissioni delle piattaforme e altri acquisti
Per un host, acquistare arredi dall'estero e ricevere le commissioni di Airbnb o Booking.com sono due flussi diversi. Questa pagina copre i beni; le commissioni sono servizi, trattati nella guida al TD17.
FatturaBnB automatizza la preparazione delle autofatture sulle commissioni di Airbnb e Booking.com. Gestisce anche le fatture di altri fornitori esteri, con controllo dei dati e del trattamento prima dell'invio. Se segui più clienti host, puoi partire dalla pagina per commercialisti.
Fonti normative
- Agenzia delle Entrate, guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell'esterometro, versione 1.10, 1° aprile 2025, sezioni TD17, TD18 e TD19; copia del documento dell'Agenzia ospitata da ConsulenzaAgricola.
- D.L. 331/1993, art. 38 (acquisti intracomunitari) e art. 46 (integrazione della fattura), su Normattiva.
- D.P.R. 633/1972, art. 17, obblighi dei soggetti non residenti e inversione contabile.
- Legge 190/2014, art. 1, comma 58, operazioni estere dei contribuenti forfettari.
- D.Lgs. 127/2015, art. 1, comma 3-bis, comunicazione delle operazioni transfrontaliere.
Leggi anche
Domande frequenti
Qual è la differenza tra TD18 e TD19?
Il TD18 integra una fattura per un acquisto intracomunitario di beni, normalmente spediti da un altro Paese UE in Italia. Il TD19 riguarda invece beni già in Italia venduti da un soggetto estero, quando l'IVA è a carico dell'acquirente italiano. Il Paese del venditore, da solo, non basta per scegliere.
Per un acquisto su Amazon si usa TD18 o TD19?
Dipende dalla singola operazione: controlla chi vende, da dove partono i beni e il trattamento IVA della fattura. Un acquisto intracomunitario può richiedere TD18; beni già in Italia ceduti da un venditore estero possono richiedere TD19. Una fattura italiana ordinaria con IVA correttamente applicata non va integrata una seconda volta.
Un forfettario deve usare sempre il TD18 per i beni UE?
No. Per gli acquisti intracomunitari di beni esiste una disciplina specifica, con una soglia di 10.000 euro e la possibilità di optare per l'imposta in Italia. Contano sia l'anno precedente sia quello in corso e ci sono eccezioni. La regola senza soglia dei servizi esteri non va estesa automaticamente ai beni.
Quale data devo indicare nel TD18 o TD19?
Per il TD18 e per l'integrazione TD19 di una fattura UE, la guida dell'Agenzia indica la ricezione o una data nel mese di ricezione. Per l'autofattura TD19 relativa a un acquisto da un venditore extra-UE indica la data di effettuazione dell'operazione. Non confondere questa data con la scadenza di trasmissione.
Se i beni arrivano da un Paese extra-UE serve il TD19?
Non automaticamente. Un'importazione con documento doganale segue le regole doganali. Il caso ordinario del TD19 è diverso: i beni sono già in Italia quando vengono ceduti dal venditore estero.